RICERCA
Musica per l’insonnia negli anziani
Articolo PUBMED e Commento
Effetto della musicoterapia sul miglioramento della qualità del sonno negli anziani: una revisione sistematica e una meta-analisi
IL COMMENTO
Cosa dice questo studio
Questo studio ha analizzato le migliori ricerche disponibili sull’effetto della musica sulla qualità del sonno negli anziani. Riunendo i risultati di cinque studi clinici randomizzati, gli autori hanno osservato che le persone di età pari o superiore a 60 anni che ascoltavano musica dormivano meglio rispetto a chi non lo faceva.
L’analisi mostra anche che non tutta la musica produce gli stessi effetti. I benefici maggiori sono stati riscontrati con musica rilassante, definita dagli autori come sedativa, mentre gli effetti erano meno evidenti con musica caratterizzata da un ritmo più marcato. Un altro elemento importante riguarda la continuità: i miglioramenti più significativi sono stati osservati quando l’ascolto veniva mantenuto per almeno quattro settimane. Nel complesso, gli autori concludono che la musicoterapia rappresenta un intervento sicuro, semplice da applicare e capace di migliorare la qualità del sonno negli anziani.
2. Cosa significa per te?
Se hai più di 60 anni e senti di non riposare bene durante la notte, questo studio suggerisce che la musica potrebbe diventare un valido alleato. Inserire nella tua routine quotidiana un momento dedicato all’ascolto di musica rilassante potrebbe contribuire a migliorare la qualità del sonno, soprattutto se questa abitudine viene mantenuta con regolarità per almeno un mese.
Il messaggio dello studio è semplice: non si tratta di un intervento complicato o invasivo, ma di una pratica facile da integrare nella vita di tutti i giorni. Dedicare qualche minuto all’ascolto di musica rilassante prima di andare a dormire potrebbe favorire un riposo migliore e rendere le notti più serene. Per questo motivo, gli autori indicano la musicoterapia come una possibile risorsa non farmacologica per sostenere il sonno nelle persone anziane.
Cosa significa per te
Se hai più di 60 anni e senti di non riposare bene durante la notte, questo studio suggerisce che la musica potrebbe diventare un valido alleato. Inserire nella tua routine quotidiana un momento dedicato all’ascolto di musica rilassante potrebbe contribuire a migliorare la qualità del sonno, soprattutto se questa abitudine viene mantenuta con regolarità per almeno un mese.
Il messaggio dello studio è semplice: non si tratta di un intervento complicato o invasivo, ma di una pratica facile da integrare nella vita di tutti i giorni. Dedicare qualche minuto all’ascolto di musica rilassante prima di andare a dormire potrebbe favorire un riposo migliore e rendere le notti più serene. Per questo motivo, gli autori indicano la musicoterapia come una possibile risorsa non farmacologica per sostenere il sonno nelle persone anziane.
LO STUDIO ORIGINALE
ESTRATTO
Obiettivi: La scarsa qualità del sonno è un problema comune tra gli anziani; può portare a una scarsa qualità della vita e a compromissioni delle funzioni cognitive e della salute fisica.
Questo studio si proponeva di condurre una revisione sistematica e una meta-analisi dell’effetto dell’ascolto di musica sulla qualità del sonno negli anziani.
Progettazione: revisione sistematica e meta-analisi.
Obiettivi
Valutare gli effetti dell’ascolto di musica sull’insonnia negli adulti e valutare l’influenza di variabili specifiche che possono moderare l’effetto.
Impostazione: sono stati ricercati cinque database, tra cui Embase, Ovid Medline, Cochrane Library, Scopus e Index to Taiwan Periodical Literature System, per identificare studi che valutano l’efficacia della musicoterapia negli anziani di età pari o superiore a 60 anni pubblicati fino al 20 febbraio 2021.a.
Partecipanti: adulti di età pari o superiore a 60 anni.
Misurazioni: abbiamo cercato studi in lingua inglese e cinese di studi di controllo randomizzati. Tutti gli studi sono stati esaminati da due ricercatori indipendenti. Il risultato primario del sonno era l’indice di qualità del sonno di Pittsburgh. Per valutare il rischio di bias è stato utilizzato lo strumento Cochrane Collaboration e per condurre la meta-analisi è stato utilizzato il software Review Manager 5.3.
Risultati: nella meta-analisi sono stati inclusi cinque studi randomizzati di controllo. Gli anziani che ascoltavano musica hanno sperimentato una qualità del sonno significativamente migliore rispetto a quelli che non ascoltavano musica [differenza media (MD): -1,96, IC 95% da -2,23 a -1,73, P = 0,003]. L’analisi dei sottogruppi ha rivelato che gli anziani che ascoltavano musica sedativa hanno ottenuto un miglioramento più efficace nella qualità del sonno rispetto a quelli che ascoltavano musica incentrata sul ritmo (MD: -2,35, IC 95% da -3,59 a -1,10, P = 0,0002). Inoltre, ascoltare musica per più di 4 settimane (MD: -2,61, IC 95% da -4,72 a -0,50, P = 0,02) si è rivelato efficace nel migliorare la qualità del sonno.
Conclusioni: la musicoterapia è sicura e facile da somministrare e può migliorare efficacemente la qualità del sonno tra gli anziani, in particolare quelli che ascoltano musica più sedativa per almeno quattro settimane.



